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Piani di gestione e del fermo biologico, interviene FEDERPESCA ABRUZZO

gianluca Dic 22,2018 0 Comments


Si è tenuta ieri la riunione del tavolo di consultazione permanente della pesca e dell’acquacoltura con all’ordine del giorno il tema dei piani di gestione e del fermo biologico.
Il Direttore Rigillo ha comunicato che, a seguito di un incontro bilaterale tenutosi in data 7 novembre la Commissione europea ha bocciato il piano di gestione presentato dall’Italia e ha richiesto modifiche ed integrazioni ai piani di gestione in vigore. Una situazione che va affrontata con grande attenzione anche alla luce del fatto che potrebbe mettere a repentaglio il pagamento del fermo temporaneo 2018.
In merito a questo Federpesca aveva ribadito già nella precedente riunione che la prima cosa da fare è mettere al sicuro il pagamento del fermo 2018 e che è necessario approfondire l’argomento per conoscere il target che la Commissione vuole imporre all’Italia relativamente ai piani di gestione nazionali per le diverse specie e per l’aumento della percentuale della riduzione dello sforzo di pesca. Per questi motivi il Direttore Rigillo aveva deciso di riconvocare la riunione sui medesimi punti all’odg per effettuare le valutazioni richieste.
Il Direttore ha quindi comunicato che le riduzioni previste per i prossimi due anni (2019-2020) saranno le seguenti:

GSA 16 riduzione del 6% per il 2019 e riduzione del 5% per il 2020 per la specie triglia di fango;
GSA 17 e GSA 18 riduzione dell’ 8% l’anno, per la specie scampo;
GSA 10 riduzione del 7% per il 2019 e del 10% per il 2020 per la specie gambero rosso;
GSA 11 riduzione del 7% per il 2019 e del 10% per il 2020 per la specie gambero rosa di profondità e scampo.

“La riduzione dello sforzo di pesca avviene solo tramite riduzione delle giornate di pesca. Ciò significherebbe, in due anni, una riduzione di circa 30 giorni di pesca ovvero rappresenterebbe un altro fermo oltre a quello obbligatorio già previsto” spiega Vincenzo Staffilano, Presidente di Federpesca Abruzzo.
Il rischio che si corre non rispondendo alla Commissione Europea, secondo il Ministero, è quello di incorrere nell’annullamento del pagamento del fermo biologico 2018 e su questo hanno chiesto alle organizzazioni presenti di esprimersi.
“Un ricatto bello e buono da parte della Commissione che in sostanza ci chiede se vogliamo morire impiccati o fucilati- come ha esplicitato il Presidente Giannini nel corso del suo intervento- e che ci chiama a confrontarci su un terreno che ha delle criticità evidenti: continuare a seguire la Commissione su questo è assolutamente improprio. Ad esempio infatti, per quanto riguarda le GSA 16, il 95% delle acque è mare libero con una partecipazione allo sforzo di pesca non solo delle flotte siciliane ma anche di quelle tunisine ed egiziane. “Rispetto a questo cosa facciamo? Riduciamo giornate d pesca solo da parte dei pescherecci italiani? Non è quello che ci aspettiamo dal Governo del cambiamento!” Ha dichiarato Giannini.
“Lo stesso accade nelle GSA 17 e 18-spiega Staffilano- noi riduciamo il nostro sforzo di pesca mentre i croati possono pescare 7 giorni su 7 e 24 ore su 24? Vogliamo confrontarci con il piano di gestione croato e chiedere uno sforzo anche a loro? Vogliamo avviare un confronto con il Ministero dell’agricoltura e della pesca tunisino per concordare periodi di fermo congiunti? Oggi in adriatico alcuni pescherecci fanno solo 3 giorni di pesca e noi continuiamo ad inseguire la commissione europea su questo terreno di discussione. Federpesca non è disponibile a continuare a inseguire una logica di questo genere! E’ necessario trovare accordi per una cogestione delle risorse con altri paesi rivieraschi. Oggi il Ministero ci ha messi di fronte ad una scelta obbligata ovvero se accettare le condizioni della commissione relativamente alle riduzioni dei piani di gestioni senza poterne discutere, oppure rinunciare in principio al pagamento del fermo temporaneo 2018. E’ invece necessario avviare un negoziato su basi concrete a partire dal fatto che sono 25 anni che in Italia si sta facendo uno sforzo verso la limitazione degli attrezzi, delle giornate di pesca, controlli e sanzioni unilaterali in acque internazionali. Su questo il Governo italiano deve tutelare il settore e porre il tema alla Commissione Europea per capire se ha senso tagliare imprese, barche, posti di lavoro a fronte di un esercizio che rischia di essere totalmente inutile.
Per questo da parte di Federpesca non può esserci assenso o apertura su una proposta del genere e, nelle prossime ore, alla luce della posizione che intenderà prendere il Governo italiano, trarremo le nostre valutazioni e relative conseguenze con le marinerie interessate”.

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