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Rigopiano: chiusa l’inchiesta, 25 gli indagati

gianluca Nov 26,2018 0 Comments


La procura di Pescara ha chiuso l’inchiesta sulla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola, travolto il 18 gennaio 2017 da una valanga che provocò 29 morti. L’avviso di conclusione delle indagini riguarda 24 persone e una società. Sette i reati ipotizzati: disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione d’atti d’ufficio, abuso in atti d’ufficio. A questi si aggiungono altri vari reati ambientali.
Gli indagati sono: l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo; il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta; i direttori e i dirigenti del dipartimento di Protezione civile, Carlo Visca (direttore del dipartimento dal 2009 al 2012), e Vincenzo Antenucci (dirigente Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013); il tecnico del Comune di Farindola, Enrico Colangeli; Bruno Di Tommaso, gestore dell’albergo e amministratore e legale responsabile della società ‘Gran Sasso Resort & spa’; Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, rispettivamente dirigente e responsabile del servizio di viabilità della Provincia di Pescara; Leonardo Bianco e Ida De Cesaris, rispettivamente ex capo di gabinetto e dirigente della prefettura del capoluogo adriatico; Pierluigi Caputi, direttore dei Lavori pubblici fino al 2014;
Carlo Giovani, dirigente della Protezione civile; gli ex sindaci di Farindola, Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico; il tecnico geologo, Luciano Sbaraglia; Marco Paolo Del Rosso, l’imprenditore che chiese l’autorizzazione a costruire l’albergo; Antonio Sorgi, direttore della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo; Giuseppe Gatto, redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso spa di intervenire su tettoie e verande dell’hotel; Andrea Marrone, consulente incaricato da Di Tommaso per adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni; Emidio Rocco Primavera, direttore del Dipartimento opere pubbliche; Giulio Honorati, comandante della Polizia provinciale di Pescara; Tino Chiappino, tecnico reperibile secondo il piano di reperibilità provinciale; Sabatino Belmaggio, responsabile del rischio valanghe fino al 2016; la società Gran Sasso Resort & Spa.
Mentre la Procura di Pescara chiederà l’archiviazione per le posizioni dei tre ex presidenti della giunta regionale abruzzese, Luciano D’Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi.
Archiviati anche: gli assessori che si sono succeduti nella delega alla Protezione civile, Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Mahmoud Srour, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca; l’ex vice presidente della Regione Abruzzo Enrico Paolini; l’ex direttore generale della Regione Abruzzo, Cristina Gerardis; il direttore del dipartimento di Protezione civile, per tre mesi nel 2014, Giovanni Savini; il responsabile della sala operativa della Protezione civile Silvio Liberatore; il dirigente del servizio di Programmazione di attività della Protezione civile Antonio Iovino; il direttore del Dipartimento opere pubbliche della Regione Abruzzo fino al 2015 Vittorio Di Biase; il responsabile del 118 Vincenzino Lupi e la funzionaria della Prefettura di Pescara, Daniela Acquaviva.

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