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Teramo: presentato in Commissione Lavori Pubblici il progetto di riqualificazione funzionale del Teatro Romano

gianluca Ott 10,2018 0 Comments


Dopo la presentazione alla Giunta, avvenuta nei giorni scorsi, questa mattina il progetto di riqualificazione funzionale del Teatro Romano è stato illustrato in Commissione Consiliare Lavori Pubblici.
L’architetto Bellomo, titolare dell’omonimo studio di Architettura/Ingegneria di Palermo che si è aggiudicato l’apposita gara, ha relazionato sulle linee guida della nuova idea progettuale, che si ispira alle indicazioni dell’amministrazione comunale. Sostanzialmente l’idea progettuale si rifà allo studio di fattibilità presentato nel 2009 dal professor Carbonara e al progetto approvato nel medesimo anno dal Consiglio Comunale.
In sostanza esso prevede la restituzione alla città dell’antico manufatto di epoca romana, consentendone l’utilizzo sia per una fruibilità quotidiana sia per la organizzazione di spettacoli teatrali e culturali. Il nuovo disegno della struttura, oltre ad una serie di camminamenti e di spazi previsti per servizi e impianti, prevede l’allestimento di una quinta teatrale nell’antica cavea e la realizzazione di una platea capace di ospitare 600 spettatori. La suggestione del manufatto presentato dai professionisti siciliani, sta nel fatto che il Teatro Romano così come disegnato, prevede una riqualificazione anche delle aree adiacenti, con la possibilità di garantire l’utilizzo delle stesse e del manufatto per l’intero arco della giornata, utilizzandolo anche come luogo per il passeggio, per lo studio e la lettura.
Sarà ora aperto il dialogo con la Sovrintendenza ai Beni Archeologici, al fine di recepire le eventuali osservazioni che saranno poi considerate in sede di redazione del progetto definitivo. Assieme a ciò, verrà aperta la fase di condivisione con la città, con la presentazione del progetto ad associazioni e organismi culturali.
L’iter prevede l’acquisizione complessiva del primo cofinanziamento, da parte della Regione, della Fondazione Tercas e del Ministero per i Beni Culturali, per un importo di un milione e mezzo di euro ciascuno, con i quali sarà possibile abbattere i Palazzi Salvoni e Adamoli; operazione propedeutica, questa, all’ avvio delle attività.

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