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Cellino Attanasio si chiude la polemica intorno alla Sagra dei cingoli cellinesi

gianluca Ago 02,2018 0 Comments


Cellino Attanasio. Si chiude nel migliore dei modi la polemica intorno alla Sagra dei cingoli cellinesi. La vicenda scaturita (molto probabilmente) da un malinteso tra una mamma e gli organizzatori della sagra.
Il polverone si è sollevato perché la lamentela è arrivata tramite una lettera mandata al nostro giornale. La Pro loco di Cellino che ha organizzato la manifestazione ha messo in dubbio la ricostruzione della signora tramite un comunicato da noi pubblicato il giorno stesso.
Dopo la pubblicazione della lettera sono arrivati molti messaggi di stima e solidarietà per gli organizzatori. Gli organizzatori stessi hanno contattato la nostra redazione dicendo che la pubblicazione della lettera era inopportuna e mettendo in evidenza i danni all’immagine della manifestazione. Per questo motivo ho scritto personalmente alla Pro loco, riporto alcuni estratti della mia lettera: “Gentile Pro loco scrivo questa lettera per scusarmi per il polverone sollevato. Vi assicuro che non era affatto mia intenzione squalificare l’impegno di un gruppo di persone che ha lavorato duramente per organizzare una manifestazione al meglio.
Per quanto riguarda l’articolo oggetto del contendere vi spiego la sua genesi: si tratta di una lettera di una signora che si lamentava di come si erano svolte le cose durante la manifestazione. Ho pubblicato la lettera spiegando che si trattava dello sfogo di una mamma. Preciso che gli interventi di questo tipo non sempre rispecchiano (come in questo caso) la linea del giornale, che vuole essere molto attento alle realtà locali e all’impegno per la promozione del territorio. Ma si trattava anche di garantire il diritto di esprimere la propria opinione. Ero conscio che la pubblicazione della lettera poteva provocare polemiche ma ero altresì pronto ad accogliere le repliche e le precisazioni degli organizzatori dandogli il maggior spazio possibile, perché il diritto di replica è altrettanto importante. Nemmeno per un istante ho pensato che la critica dovesse rimanere senza un contraddittorio…la vicenda poteva essere gestita meglio, magari il contaddittorio poteva essere fatto nello stesso articolo e non con un articolo successivo, ma bisogna tener conto dei tempi diversi di un giornale online rispetto ad un quotidiano.
Forse bisognava fare una premessa più lunga per spiegare quello che ho detto sopra io queste cose le davo per scontate, ma magari così scontate non erano, e questo è un mio errore e me ne scuso”.
La stessa autrice della lettera ci ha scritto nuovamente scusandosi per i toni e dicendo che non era sua intenzione nuocere alla sagra: “ …la mia è stata una reazione da mamma che ha visto richiamare più volte suo figlio e non solo. Probabilmente ho sbagliato a non confrontarmi prima con i diretti interessati, ma quando si tratta di mio figlio e dei bambini in genere mi parte l’embolo. Io sono del paese. Non volevo di certo fare cattiva pubblicità alla sagra…….
Sono davvero dispiaciuta per quanto successo. Io spero che la sagra possa durare ancora a lungo, ci sono cresciuta con questa manifestazione. Volevo scusarmi pubblicamente perché la mia accusa è stata pubblica”.
Anche l’associazione Pro loco, vuole lasciarsi queste polemiche alle spalle: “l’associazione Pro loco, proprio per sua stessa natura, ha carattere di accoglienza e positiva promozione di scambi relazionali con tutti , anche e soprattutto verso chi ne sottolinea i punti critici. Tuttavia è pensiero comune che chiunque muova una critica dovrebbe farlo in maniera costruttiva, non nociva e, nella migliore delle ipotesi, sarebbe preferibile che venisse suggerita almeno un’alternativa. In questa sede si accettano con piacere le pubbliche scuse, ma appare doveroso sottolineare che alla signora mamma “l’embolo”, tanto per usare le sue stesse parole, dovrebbe partire qualora i bambini venissero maltrattati o rimproverarti senza giusta ragione. Nello specifico, e qui per favore chiudiamo la sterile polemica, si ribadisce che i piccoli sono stati cortesemente invitati a lasciare libera la pista da ballo proprio per la loro stessa incolumità e, in egual misura, per garantire il diritto a ballare a chi era venuto per questo. Nessuno, né gli organizzatori, né i musicisti (tra l’altro anche loro pesantemente tacciati sui social come gente da “quattro, anzi tre soldi”), né quasi tutti i presenti, avrebbe potuto immaginare che qualcuno avesse potuto risentirsi in maniera così forte e inappropriata in seno ad una sagra di paese che per definizione non è certamente un parco giochi. L’associazione coglie l’occasione per ringraziare il giornale per l’attenzione e lo spazio concessi, come pure le tantissime persone che hanno espresso parole di stima e solidarietà sul giornale stesso, in privato e sui social, invitando tutti a partecipare alle prossime manifestazioni in programma. Ad maiora semper”.

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