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Teramo: per ricostruire le relazioni del tessuto urbano ora ridiamo la parola a chi vive la città

gianluca Feb 21,2018 1 Comment


Teramo. Riceviamo e pubblichiamo una nota del Consigliere Maurizio Verna:
Sul teatro romano la buona notizia, che ho acquisito tramite contatti informali con il responsabile unico del procedimento di gara e con l’architetto Bellomo, è che non è ancora stato consegnato il progetto definitivo-esecutivo e, quindi, non siamo ancora fuori tempo massimo per aprire la necessaria fase di confronto e consultazione, coinvolgendo tutta la cittadinanza teramana e le associazioni che si sono lungamente spese su questo tema.
Il progetto di recupero funzionale del teatro e di valorizzazione dell’area archeologica, infatti, non può essere avulso dalla storia e dall’identità del capoluogo, già abbastanza stravolte e penalizzate da interventi edilizi calati dall’alto e dalla mortificazione sistematica della funzionalità dei luoghi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.
Nel caso del teatro è ovvio che l’aspetto della piena fruibilità dell’antica struttura, quale spazio aperto, vivo, deputato all’aggregazione, alla rappresentazione culturale e all’intrattenimento colto, deve essere garantito da un progetto di recupero finalizzato alla piena valorizzazione di questi aspetti, che non possono essere penalizzati da una concezione meramente museale dello stesso. Il recupero del teatro romano deve passare necessariamente attraverso un rispetto dello stato dei luoghi ed evitare, per quanto possibile, qualsiasi copertura. In caso contrario, la copertura limitata ai soli resti romani, ove strettamente necessaria per metterli al riparo dall’azione corrosiva degli agenti atmosferici, dovrà essere il più possibile leggera ed essenziale e ad impatto minimo. Dalle informazioni che ho assunto, risulta che sono ancora in corso le interlocuzioni tra l’equipe di progettisti e la Soprintendenza e al momento sono al vaglio tre diverse ipotesi progettuali.
A questo punto, dopo l’iter pasticciato dell’ex amministrazione comunale, che ha escluso clamorosamente la cittadinanza dalla discussione sul nucleo strategico del percorso di riqualificazione urbana, occorre ridare la parola a chi vive la città, alla nostra comunità, alle associazioni cittadine, ai professionisti locali, per porre riparo agli errori del passato e avviare finalmente una nuova stagione di progettazione partecipata.
Il futuro di Teramo passa necessariamente attraverso il turismo culturale e non possiamo permetterci che il progetto di recupero del teatro romano non sia frutto di una visione corale e culturale condivisa, con il rischio di vedere l’ennesima occasione di rilancio persa o peggio ingabbiata in una struttura metallica, come è avvenuto per piazza Sant’Anna. Per questo è necessario trovare delle alternative percorribili, compatibili dal punto di vista funzionale, storico, ambientale ed estetico.
La mia richiesta al Commissario è quella di sospendere ragionevolmente l’iter e qualsiasi decisione in merito fino all’insediamento della nostra nuova amministrazione, anche per un supplemento di riflessione e un opportuno momento di confronto di cui si avvantaggeranno sicuramente il progetto finale e lo sviluppo della nostra città negli anni a venire.

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