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Atri: il Comitato “Il San Liberatore non si Tocca” risponde ai medici dell’ospedale

gianluca Gen 22,2018 0 Comments


Atri. Riceviamo e pubblichiamo un polemico comunicato del Comitato “Il San Liberatore non si Tocca” in risposta alla nota diffusa dai medici dello stesso ospedale di Atri.
Siamo rammaricati della risposta piccata dei medici del San liberatore. Specie nel sentir dire che “le polemiche fanno male all’ospedale”. Fino a prova contraria, questo comitato, è composto da liberi cittadini che da quasi vent’anni si battono contro la politica che con le proprie ingerenze, un pezzo alla volta, ha depauperato quello che fino agli anni novanta rappresentava il fiore all’occhiello della sanità del centro Italia. Non è colpa nostra se negli anni abbiamo dovuto assistere a tagli indiscriminati e chiusure di reparti. Nei giorni scorsi siamo stati attaccati dal consigliere Luciano Monticelli, il quale, sbandierando ai 4 venti le prestazioni raggiunte dai medici del San liberatore, cercava di gettare fumo negli occhi dell’utenza, omettendo di riportare i numeri delle perdite causate dalla soppressione dei succitati reparti. Mai e poi mai ci siamo permessi di sindacare l’operato dei qualificatissimi operatori tutti della nostra struttura sanitaria. Ma prendersela con le uniche persone che hanno preso le difese della struttura ci pare veramente assurdo. Cari dottori, non sono le polemiche a nuocere al nostro ospedale, chi strumentalizza la struttura per fini elettorali non è questo comitato. Se qualcuno pensa di metterci il bavaglio si sbaglia di grosso. Abbiamo posto delle precise e puntuali domande alle quali nessuno ha risposto.
Questo fronte comune degli operatori ospedalieri lo avremmo desiderato mentre chiudevano reparti del nostro ospedale e soprattutto durante la battaglia e le manifestazioni organizzate a tutela del punto nascita, invece non vi fu nessuna presa di posizione!!!
La valutazione se un ospedale comunque non funziona o potrebbe funzionare meglio a causa di politiche sanitarie penalizzanti lasciamola all’utenza e non al personale stipendiato dall’azienda sanitaria.
Perché sapete noi rispettiamo l’operato e la professionalità dei medici che operano presso il nostro Ospedale e ne permettono la funzionalità ma mai e poi mai si è visto un comunicato stampa dei medici, non nel nostro territorio ma in tutta Italia, soprattutto se fatto “stranamente” a due mesi dalle elezioni politiche.
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina…chissà se chi taccia di strumentalizzazioni questo comitato non sia invece chi in realtà strumentalizza il nostro Ospedale per fini politici.

Ad integrazione di questo comunicato il Comitato puntualizza altri aspetti che denotano la volontà di mettere il bavaglio alle sue attività.
Nel recente passato, all’indomani della nostra manifestazione organizzata a tutela del punto nascita soppresso, uscì la notizia che i tagli avrebbero interessato anche il reparto di endocrinologia.
Intervenne veemente il consigliere Monticelli che affermò pubblicamente, rivolgendosi alla sua maggioranza, se si stessero trovando pretesti per CHIUDERE L’OSPEDALE!!! Disse proprio questo il consigliere Monticelli ma non sentimmo nessuno lamentarsi che queste frasi potessero nuocere al nosocomio (http://www.primadanoi.it/news/cronaca/563456/Ospedale-di-Atri–tagliata-anche.html articolo del 9 dicembre 2015).
Poi fu la volta del dottor Prosperi che intervenne in qualità di medico denunciando pubblicamente che non fosse prevista una politica di rilancio per il San Liberatore e domandandosi se non si stesse assistendo ad una AGONIA PROGRAMMATA (vedi foto allegata), si parlava di agonia ma queste parole non urtarono la sensibilità di nessuno tranne del solito Monticelli ad onore del vero.
E poi ci siamo noi che portiamo avanti la battaglia a tutela dell’ospedale da anni, che lottiamo per vederci restituito un presidio che possa ritornare ai fasti del passato e non sia più oggetto di tagli indiscriminati ed irrazionali perché non accettiamo che il San Liberatore possa diventare in futuro un centro di lungodegenza, perché questo è il nostro destino se non c’è un reale rilancio basato su specializzazioni e sull’incremento del personale medico senza più assistere nel contempo a tagli di reparti.
Se oggi c’è molta attenzione sul San Liberatore e molta cautela a penalizzarlo ulteriormente dopo la chiusura del punto nascita cari medici lo dovete anche a noi, a questo comitato ed a tutti i cittadini utenti che lo sostengono e che hanno dimostrato una grande forza consegnando 16000 firme di protesta e denuncia a chi gestisce la programmazione sanitaria regionale.
Infine chiediamo pubblicamente che il consigliere Monticelli integri i numeri pubblicati relativi alle prestazioni effettuate nel nostro nosocomio, facendo conoscere a tutti i numeri relativi al 2016 in maniera dettagliata per reparti così come fatto per il 2017.
Ci dispiace ma la sensazione di tutti è che avete provato a mettere il bavaglio proprio a noi che lottiamo per far crescere il posto in cui voi lavorate e che di riflesso per noi utenti è fondamentale che abbia un serio sviluppo.
Ci avete provato, non si sa per quali reali ragioni, a metterci il bavaglio ma sono stati fatti male i conti perché continueremo sempre a lottare per il nostro Ospedale…SEMPRE.

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