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Teramo: “la crisi politica va affrontata in Consiglio”

gianluca Nov 21,2017 0 Comments


Teramo. Situazione politica al Comune. Nota congiunta dei Consiglieri di minoranza Gianguido D’Alberto, Francesca Chiara Di Timoteo, Ilaria De Sanctis, Antonio Filipponi, Mariarita Santone, Maria Cristina Marroni.
“Pur apprezzando l’iniziativa del consigliere Gianluca Pomante tesa a superare la stagnazione politico-amministrativa frutto della fallimentare Amministrazione targata Brucchi, Gatti e sodali, dopo oltre dieci anni e mezzo di disastroso “modello Teramo”, crediamo che l’assunzione di responsabilità e la chiarezza delle posizioni siano un passaggio determinante per porre le basi di una vera liberazione non solo dal Sindaco ma da tutto il sistema di potere che ha occupato la nostra città in questi anni.
Non ci interessa chi possa intestarsi questa o quella operazione. Ma la fine di un’Amministrazione è sempre un fatto politico, mai tecnico: non è indifferente né il perché, né il come. Continuiamo quindi a ritenere la necessità di porre fine subito a questa esperienza amministrativa ma alla luce del sole, in un rigurgito di Verità che questa città chiede e merita.
Per questo abbiamo sempre ritenuto che la via maestra fosse la discussione di un atto di sfiducia da discutersi in Consiglio, nella sede istituzionale deputata, perché emergano chiaramente, davanti alla Città tutta, le motivazioni vere della crisi e le ragioni che hanno messo in ginocchio Teramo.
Prendiamo atto, però, ancora una volta della totale assenza di risposte sull’apertura di un dibattito in aula chiaro ed evidente nella sua trasparenza a tutti i cittadini. Un’ assenza di risposta che denota una mancanza di coraggio e di rispetto per la città nel tentativo comodo di rifugiarsi dietro una firma notarile pur di nascondere le proprie responsabilità e di coprire le evidenti colpe con la stessa opacità con cui hanno amministrato e amministrano.
Allo stesso modo, resta ineludibile e primaria l’esigenza di chiudere prima possibile questa esperienza, considerato anche il grave e insostenibile stallo nell’attività consiliare che la guerra interna al centrodestra sta producendo.
Quindi, nella impossibilità di discutere la mozione di sfiducia già presentata e nell’esigenza di chiudere subito con chiarezza di responsabilità questa esperienza, avanziamo a tutti i Consiglieri una proposta alternativa all’ iniziativa notarile che consenta di tornare nella sede istituzionale appropriata: il Consiglio Comunale. Chiediamo pertanto la convocazione immediata di una seduta straordinaria e urgente dell’assise civica, da svolgersi subito, entro pochi giorni, senza erogazione del gettone di presenza, che abbia a tema esclusivo proprio la situazione politica e chiediamo a tutti i gruppi consiliari di esplicitare chiaramente la propria posizione con documenti politici o altre mozioni. Se dovesse emergere la volontà della maggioranza di chiedere la fine della consiliatura, ci presenteremo contestualmente davanti al segretario comunale per rassegnare le dimissioni e quindi far decadere la Giunta con lo scioglimento del Consiglio. Un’operazione, peraltro, tutta istituzionale e a costo zero.
Anche se non giuridicamente vincolante, si tratterebbe di una forma di sfiducia molto più forte perché resa di fronte ai cittadini in un confronto dove nessuno potrà tirarsi indietro, con la chiarezza e la trasparenza delle posizioni e delle responsabilità.
In ogni caso, qualunque fosse l’esito dell’iniziativa notarile di domani o di altre operazioni, non condivideremo azioni mediatiche di ipocrisia politica e lavoreremo perché resti in ogni sede traccia delle motivazioni alla base le nostre scelte. Sempre distinti politicamente da coloro che negli anni hanno prodotto una situazione di sfascio dalla cui responsabilità ora tentano di tirarsi fuori.
Noi già guardiamo oltre, chiamando fin da ora la comunità teramana ad un lavoro di ricostruzione del tessuto della Città, che la restituisca al livello più alto delle sue tradizioni”.

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