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Teramo. D’Alberto: “incomprensibile la scelta di privatizzare la farmacia comunale”

gianluca Set 23,2017 0 Comments


Teramo. Il consigliere di minoranza Gianguido D’Alberto interviene sulla vendita delle quote della farmacia comunale e la sua totale privatizzazione.
“È incomprensibile la ragione che spinge oggi l’amministrazione comunale a privarsi di uno strumento di servizio sociale, oltre che fonte di cassa. È noto infatti che finalità della farmacia comunale, l’unica nel nostro territorio, è anche quella di sostenere con le attività specifiche le categorie più svantaggiate e, come nel caso di Teramo, di contribuire con la sua presenza alla crescita e allo sviluppo del quartiere dove è allocata.
Dopo la fuga causata dagli eventi sismici, bisogna puntare al ripopolamento di Colleatterato e invece l’amministrazione comunale abbandona un presidio che in qualche modo la rappresenta in tale territorio. Sì perché, una volta dismessa, quale garanzia abbiamo che resti a Colleatterrato? Quella era la scelta politica, in parte osteggiata anche dal Sindaco (che voleva collocarla altrove), e la partecipazione pubblica è una garanzia per la permanenza nel popoloso quartiere. Nel momento in cui verrà privatizzata nessuno potrà impedire una sua delocalizzazione.
Non va sottaciuto poi un aspetto grave che aggira la normativa: prima è stata fatta valere una prelazione per una farmacia comunale e poi, dopo pochi anni, la si privatizza” afferma il Consigliere.
D’Alberto si sofferma sull’aspetto economico della vicenda:” la farmacia non è una società in perdita, è in attivo e, quindi, non grava assolutamente sui bilanci comunali. Anzi, ha fatto registrare un trend crescente, fino alla fisiologica flessione dovuta al parziale e temporaneo calo demografico del quartiere a seguito degli eventi sismici del 2016. Ma proprio gli ultimi dati rilevano che la flessione si è interrotta e si torna a crescere. In ogni caso, al netto dei costi di ammortamento e di leasing, l’utile dell’esercizio 2016 è stato di circa 100.000 euro. Ed è evidente che l’utile è stabilmente pari a circa il 10% del fatturato. V’è da aggiungere inoltre che il piano economico finanziario prevedeva un trend crescente del fatturato che stimava una significativa crescita nei prossimi anni”.
“È inaccettabile-conclude il Consigliere- che la farmacia comunale venga alienata oggi. Non esistono infatti al momento motivazioni reali e fondate e, ancora una volta, quella che poteva essere una opportunità per il territorio viene derubricata a peso di cui sbarazzarsi, sottraendo patrimonio al futuro della nostra città e perseverando nella mancanza di lungimiranza, prospettiva, interesse generale”.

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